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31.07.2010
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Le stelle nel fosso
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Che fine fanno i giornali? PDF Stampa E-mail

 
I tanti lavori delle donne PDF Stampa E-mail

mainifesto-lavoro-donnePIAZZA VERDI ESTATE  2010

MARTEDI' 29 GIUGNO -  ORE 21
PIAZZA VERDI

 

I TANTI LAVORI  DELLE DONNE
E  GLI INGANNI  SULLA  PARITA'


riflessioni in prima serata   di

SERENA SORRENTINO
segreteria nazionale CGIL

KATIA ZANOTTI
associazione per la sinistra Bologna  


“interferenze” di TITA RUGGERI attrice

 
Comitato centrale Fiom – CGIL 14 giugno 2010 PDF Stampa E-mail

Il no della Fiom al documento Fiat le proposte per riaprire la trattativa

Venerdì 11 giugno il Gruppo Fiat ha confermato, in un incontro al ministero dello Sviluppo economico, la scelta di cessare l’attività di Termini Imerese, trasferendo in Polonia la produzione della Ypsilon entro il 21 dicembre 2011, e permanendo l’assenza di reali e concrete soluzioni industriali, ciò significa cancellare oltre 2.200 posti di lavoro e una delle più importanti attività industriali di tutta la Sicilia.

 
Incontro - seminario PDF Stampa E-mail
Fausto Bertinotti

Bologna, mercoledì 23 giugno

dalle 14.00 alle 19.00

presso le “Scuderie” di Piazza Verdi

incontro con Fausto Bertinotti

Un’occasione per un confronto collettivo, aperto, di approfondimento, sulla crisi della politica e le prospettive della sinistra.

Per ricostruire una capacità di lettura della realtà.

Perché una sinistra utile ed efficace torni presto in campo.

PROMOSSO DALL'ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA DI BOLOGNA

 
ASSEMBLEA REGIONALE GRUPPO PRIMO MARZO 2010 - EMILIA ROMAGNA PDF Stampa E-mail

Da non mancare

sabato 12 giugno 2010 dalle 10.00 alle 16.00
IL LOCOMOTIV CLUB – VIA SERLIO 25/2, Bologna

PER RILANCIARE IL PRIMO MARZO DALLA PARTE DEI MIGRANTI

>> Adesioni al gruppo Facebook Primo Marzo - Bologna <<


spilla_scuolaIl primo marzo è stato un giorno importante in decine di città italiane. In molti posti si sono visti raduni antirazzisti con la partecipazione di centinaia di migranti e italiani insieme, di realtà presenti da anni sul territorio e nuove persone che hanno reso il primo marzo una novità per le mobilitazioni dei migranti e antirazziste. In numerose città grandi e piccole, la parola dello sciopero e il riferimento al lavoro che essa evocava sono diventati centrali. Questo ha prodotto significative esperienze di sciopero, in alcuni casi organizzate, in altri individuali, che hanno coinvolto fabbriche, cooperative di servizi, cantieri edili. Esperienze diffuse che indicano un potenziale e non vanno perse: dopo il primo marzo sappiamo che qualcosa di nuovo è possibile.

Bologna è stata, insieme a Brescia, Milano e Napoli, tra le piazze italiane che hanno visto la partecipazione più grande, fino a trasformare un presidio in un grande e rumoroso corteo che ha attraversato la città. Questo è stato anche il frutto dell’intuizione di fare di Bologna un appuntamento regionale, che ha visto la partecipazione di altre città come Reggio Emilia, Imola, Parma, Modena e non solo. Inoltre, a Bologna si sono avuti percorsi ed esperienze di sciopero tra le più significative, che hanno avuto un’eco nazionale. Ciò ha fatto sì che un vasto movimento abbia saputo coinvolgere il mondo del lavoro, l’associazionismo, singoli uomini e donne: è stata una grande giornata con i migranti e dalla parte dei migranti, contro il razzismo istituzionale e la legge Bossi-Fini. Una giornata che ha travolto le solite pratiche della mobilitazione antirazzista e che chiede ora un passo in avanti.

Il primo marzo nella piazza di Bologna gli interventi hanno coinvolto i rappresentanti delle realtà che hanno preso parte alla mobilitazione ma anche i lavoratori delle fabbriche in sciopero e decine di migranti che hanno preso la parola per tutto il giorno. Mentre italiani e migranti insieme hanno spiegato che il razzismo istituzionale e il contratto di soggiorno sono una minaccia per la libertà di tutti, è emersa con forza la necessità di dare una risposta all’emergenza prodotta dalla crisi economica e dalla legge Bossi-Fini. Oggi migliaia di migranti rischiano ogni giorno di perdere il permesso di soggiorno a causa della crisi e della perdita del lavoro. Per altri è impossibile essere assunti o viaggiare perché le questure impiegano tempi lunghissimi per rinnovare il permesso, lasciando i migranti con in mano una ricevuta che non vale niente. Assistiamo così ad una cladestinizzazione di massa, mentre è impossibile per chi è irregolare regolarizzarsi, se non aspettando la farsa del solito decreto flussi. Intanto, per migliaia di migranti la sanatoria si è già trasformata in una truffa: dopo aver pagato 500 euro allo Stato (e spesso molti di più a presunti datori di lavoro) per presentare la domanda, i datori di lavoro rifiutano l’assunzione e diverse questure stanno scartando le domande presentate da chi ha subito un’espulsione. Così, la sanatoria diventa una schedatura di massa. Il risultato non è l’espulsione di fatto, ma la formazione di rigide gerarchie sociali che separano regolari e irregolari, migranti e italiani, minacciando le libertà di tutti, come dimostrano i tentativi visti anche a Bologna di impedire l’accesso agli asili nido dei figli degli irregolari, mentre in tutta Italia l’accesso ai nidi diventa sempre più un privilegio per pochi.

Diceva Gandhi, “se qualcuno fa qualcosa per me senza di me, lo fa contro di me”. Per questo dopo il primo marzo, noi pensiamo che non esista antirazzismo se non si affrontano questi nodi. Non vogliamo attendere il prossimo primo marzo. Ci sono cose per le quali è necessario agire subito, non disperdere la grande energia mostrata, far crescere il movimento dal basso, rendendo visibile ancora una volta nelle piazze il protagonismo dei migranti e degli italiani insieme per una lotta comune. Per questo, come comitato primo marzo Bologna rivolgiamo a tutti i comitati, gruppi, associazioni e singoli che condividono questa urgenza, in particolare a quelli che con noi sono stati in piazza il primo marzo, un invito a discutere con noi su questi temi. Per costruire una mobilitazione che abbia al centro la questione della sanatoria truffa e della regolarizzazione; il congelamento dei permessi di soggiorno e la cancellazione del legame tra permesso e lavoro (“contratto di soggiorno”); la fine dei respingimenti e la chiusura dei CIE. Su queste basi si può rilanciare il primo marzo dei migranti e dalla parte dei migranti.

 
Adesso si punta al milione PDF Stampa E-mail

680mila firme raccolte. Adesso si punta al milione. Savona maglia rosa.

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COMUNICATO STAMPA

 

Seicentottantamiladuecentosettantotto firme raccolte in poco meno di un mese. L'obiettivo che il comitato si pone è adesso quello del milione di firme entro luglio. Un risultato che sorprende lo stesso comitato promotore dei 3 referendum per l'acqua pubblica e che vede la costante crescita della raccolta settimana dopo settimana. Non ci sono flessioni, ogni aggiornamento dai territori è una sorpresa. Solo questa settimana sono state raccolte oltre 154mila firme.

Savona è la maglia rosa del Giro d'Italia dell'acqua pubblica, la giocosa competizione che i promotori dei referendum avevano promosso tra i comitati provinciali. La città ligure ha più che raddoppiato l'obiettivo provinciale delle firme da raccogliere entro luglio.

I numeri della raccolta firme sono da record, mai una campagna referendaria aveva raccolto tante firme in così poco tempo nella storia della Repubblica. Il merito di questo successo va ai comitati territoriali e a tutti quanti si stanno impegnando per la riuscita della raccolta firme: migliaia di volontarie e volontari che, da un mese, sacrificano ore di tempo libero e di riposo per la campagna referendaria.

Avanti tutta, verso il milione di firme.

 

Roma, 26 maggio 2010

 
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